Capitolo 12 de I Promessi sposi: riassunto breve e analisi

Di Redazione Studenti.

Riassunto, analisi e figure retoriche del capitolo 12 de I Promessi Sposi, quello che narra della rivolta del pane a Milano, i tumulti di San Martino

CAPITOLO 12 PROMESSI SPOSI, ANALISI E RIASSUNTO

Nel viene raccontato uno degli episodi più celebri dell’intero romanzo manzoniano, quello della , creando così un filo conduttore con l’ e il . È uno degli episodi più noti e importanti di tutto il romanzo, data l’importanza e la peculiarità degli eventi raccontati, dai quali emerge anche il pensiero di Alessandro Manzoni sul potere politico. Ecco allora un riassunto dettagliato e un’ per aiutarti a prepararti al meglio sul dodicesimo capitolo dei Promessi Sposi.

Per cominciare:

CAPITOLO 12 PROMESSI SPOSI, RIASSUNTO DETTAGLIATO

Il è ambientato a Milano durante l’alba del giorno di San Martino, l’11 novembre 1628. I fatti narrati, però, spaziano dal 1627 al 1628: Manzoni è intenzionato a farci conoscere i motivi dello scontento alimentare che da due anni attanaglia la città lombarda e che ha portato ai tumulti e alla rivolta del popolo. Le cause sono da ricercarsi, stando alla ricostruzione storica dell’autore, alla carestia e alla cattiva gestione della politica: per via della mancanza di materia prima, delle guerre in corso e della tassazione elevata, il prezzo del pane era aumentato vertiginosamente, creando un diffuso malcontento nella popolazione, ridotta alla fame.

Da non perdere:

CAPITOLO 12 PROMESSI SPOSI, ANALISI DELLA RIVOLTA DEL PANE

Per tentare di porre rimedio alla situazione, il cancelliere Antonio Ferrer aveva stabilito un prezzo fisso a cui il pane doveva essere venduto che andava a vantaggio del popolo, ma non dei fornai che si ritrovavano a pagare cara la farina e a svendere il pane, minacciando di chiudere bottega. Veniva perciò presa dall’alto la decisione di aumentare nuovamente il prezzo del pane, surriscaldando gli animi cittadini e dando vita alla rivolta in cui Renzo si trova invischiato nel . Dopo un assalto al Forno delle Grucce, che viene depredato di ogni prodotto, la folla inferocita si sposta in Piazza Duomo, pronta ad assaltare la casa del vicario di provvisione.

Approfondisci:

ANALISI CAPITOLO 12 PROMESSI SPOSI

Grazie all’episodio della , Manzoni può introdurre all’intero del il proprio pensiero politico. Dall’esame dei fatti, si intuisce bene come le cause della carestia si possano ricercare sì nella natura, ma anche e soprattutto nel cattivo operato dell’uomo: dalla mancanza di politiche adeguate da parte dei governanti, allo sperperio da parte degli uomini poco lungimiranti. Ci sono due nuovi personaggi che fanno la propria prima comparsa all’interno del e che sono assai utili per la nostra analisi: si tratta della storia e della . È in particolare verso quest’ultima che Manzoni, coerentemente a tutta la dottrina giansenista di cui è instancabile sostenitore, rivolge il proprio sguardo critico: le masse popolari, il cui intervento nella politica è solo causa di disastri, sono accecate dall’odio e, alla ricerca di un capro espiatorio, additano i fornai come colpevoli, errando. Non manca neanche un giudizio negativo verso i singoli, in particolar modo verso Gonzalo Fernandez de Cordova che, occupato nella guerra, si è fatto sostituire dall’inetto cancelliere Antonio Ferrer, incapace di prendere decisioni giuste, ma impopolari.

Vedi anche:

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