Carlo Emilio Gadda: libri, poetica e La cognizione del dolore

Di Francesca Ferrandi.

Carlo Emilio Gadda: la biografia, la poetica e le opere dell'autore di Quer pasticciaccio brutto de via Merulana e La cognizione del dolore

CARLO EMILIO GADDA, BIOGRAFIA

Carlo Emilio Gadda
Carlo Emilio Gadda — Fonte: ansa

Il milanese Carlo Emilio Gadda fu uno dei maggiori intellettuali italiani del Novecento.

Nato il 14 novembre 1893, visse un’infanzia e un’adolescenza tormentate: nel 1909 avvenne infatti l'evento che segnò la sua vita, la morte del padre.

Dopo aver conseguito la laurea in Ingegneria al Politecnico di Milano, come suo fratello Enrico, esercitò la professione per qualche anno per poi, nel 1915, arruolarsi come volontario nella Prima Guerra Mondiale. Convinto interventista e ufficiale degli alpini, in questi tormentati anni Gadda iniziò ad avvicinarsi alla scrittura: scrisse una serie di diari di guerra che vennero pubblicati sono nel 1955 e, in una redazione più ampia, nel 1965 con il titolo Giornale di guerra e prigionia.

Dopo la guerra seguì un periodo di profonda depressione, dovuto all’improvvisa morte del fratello. Si dedicò ancora per diversi anni alla professione di ingegnere quando, nel 1924, decise di assecondare le proprie attitudini e di iscriversi alla facoltà di Filosofia di Milano, superando tutti gli esami senza però mai discutere la tesi.

CARLO EMILIO GADDA LIBRI

Nel 1926 Gadda iniziò a collaborare con la rivista «Solaria» e si dedicò alla stesura di diversi romanzi – tra cui Un fulmine sul 220 e Il castello di Udine, che gli valse la vittoria del premio Bagutta. L’apice del successo letterario venne però raggiunto da Gadda nel 1936 quando, in seguito alla morte della madre, iniziò a scrivere il romanzo , pubblicato incompleto sulla rivista «Letteratura» tra il 1938 e il 1941 e che venne stampato solo nel 1963.
Dopo aver completamente abbandonato la professione ingegneristica, Gadda decise di trasferirsi a Firenze nel 1940 e legarsi all’ambiente letterario della città, facendo la conoscenza di Bonsanti, Montale, Falqui e Bacchelli. È il periodo in cui pubblicò opere come Gli anni (1943) e L'Adalgisa (1944). Trasferitosi a Roma nel 1950, iniziò a lavorare per i programmi radiofonici della RAI e, negli stessi anni, si dedicò ad uno dei suoi capolavori, rimasto volutamente incompiuto: (1957).

Negli ultimi anni di vita, Gadda si concentrò sulla sistemazione di alcune opere e sulla saggistica. Morì a Roma il 21 maggio del 1973.

CARLO EMILIO GADDA POETICA

All’interno delle riflessioni teoriche del Novecento, Gadda assume notevole importanza soprattutto per ciò che concerne lingua e stile. L’autore gioca fortemente nelle sue opere su plurilinguismo e pluristilismo, creando un sovrapponimento continuo di codici diversi. Questa commistione di registri dà luogo, nelle opere di Gadda, a una forte polifonia che solitamente prende il nome di pastiche.
Altra importante caratteristica della poetica di Carlo Emilio Gadda è il realismo: le sue opere possono essere considerate un puntuale dipinto della borghesia e aprono la strada ad una approfondita analisi della realtà sociale, dai tratti quasi scientifici – caratteristica forse dovuta agli studi ingegneristici.

LA COGNIZIONE DEL DOLORE, GADDA

La vicenda raccontata ne La cognizione del dolore è ambientata a Lukones, villaggio nell’immaginario Paese sudamericano del Maradagàl, oppresso dalla dittatura e appena uscito vincitore da una guerra col vicino Stato del Parapagàl. Secondo molti critici e studiosi, le specifiche caratteristiche con cui Gadda descrive il Maradagàl ricorderebbero quelle della Brianza durante il periodo fascista.

Su questo sfondo viene calata la storia del protagonista del romanzo, l’ingegnere Gonzalo Pirobutirro d’Eltino, in un certo senso alter ego dell’autore: scrittore per passione, l’uomo nutre un forte odio per il defunto padre che ha messo l’apparenza di fronte ad ogni cosa.

CARLO EMILIO GADDA, LA COGNIZIONE DEL DOLORE

Mai allontanatosi dal nido familiare, Gonzalo convive ancora con l’anziana madre, per la quale prova un profondo affetto. Tuttavia, la convivenza forzata porta i due a covare una sorta di insofferenza reciproca: da una parte Gonzalo soffre di scatti d’ira nei confronti della madre, dall’altra l’anziana donna si ritrova ad aver paura del figlio.

Una situazione a tratti insostenibile, che culminerà con l’omicidio della madre di Gonzalo per mano ignota. Tentando di ricostruire una linea guida che lo porti a conoscere le origini del dolore presente nella sua vita, il protagonista cerca di scoprire chi sia stato ad uccidere la madre.

L’opera, però, restò volutamente incompiuta, impedendo al lettore di conoscere l’identità dell’omicida.