Colloquio di lavoro: come comportarsi

Di Redazione Studenti.

Colloquio di lavoro: come comportarsi? Quali sono le domande più frequenti? Cosa si aspettano i selezionatori? Qualche consiglio utile

COME COMPORTARSI AL COLLOQUIO DI LAVORO

Come comportarsi al colloquio di lavoro?
Come comportarsi al colloquio di lavoro? — Fonte: istock

Esiste davvero un vademecum del perfetto colloquio di lavoro? Probabilmente no. Ma possiamo cercare di avvicinarci al colloquio ideale attraverso dei piccoli stratagemmi che ci rendono più credibili agli occhi del selezionatore facendoci sembrare più sicuri di noi stessi.

Per questo bisogna prestare estrema attenzione alla comunicazione non verbale e al modo in cui ci si relaziona agli altri. Sì agli atteggiamenti di apertura e, va da sé, no a quelli di chiusura. Qualche esempio?

  • Evitate le braccia conserte o posizioni di estrema rilassatezza che potrebbero risultare fittizie.
  • Dimostratevi collaborativi ed esprimete interesse per il lavoro, chiedete informazioni dettagliate sulle mansioni, sulle prospettive professionali, senza affrontare subito l'aspetto economico: per quello avrete tempo nei colloqui successivi.
  • Preparatevi a rispondere a svariate domande, soprattutto sulla vostra formazione scolastica e sulle vostre precedenti esperienze di lavoro: domande come queste hanno risposta facile. È bene anche saper rispondere a questioni inerenti la sfera emotiva, creativa e cognitiva: queste, infatti, sono le domande più varie e anche quelle più temute.

COLLOQUIO DI LAVORO DOMANDE

Ma quali potrebbero essere le domande tipo che potrebbero mettervi in difficoltà? Eccone un paio:

  • Qual è il tuo sogno nel cassetto?
  • Come ti vedi tra 10/15 anni?

Per quanto riguarda domande come queste, dipende dalle vostre ambizioni e dalle vostre esigenze. C'è chi, dopo una formazione di studi scientifici e dopo esperienze di lavoro attinenti e coerenti con gli studi eseguiti e con gli interessi ambiti, vuole diventare un ingegnere piuttosto che un insegnante, e c'è invece chi, dopo studi in matematica e università di economia, al momento del colloquio si trova rispondere che tra dieci anni si vede con marmocchi e famiglia.

Motivate la scelta dei vostri studi oppure, che cosa credete di poter fare? Una possibile risposta al primo quesito sarebbe, per esempio, l'interesse alla letteratura, e quindi agli studi umanistici in generale.

Così, una formazione tipo potrebbe iniziare dalla scelta del liceo classico, alla frequentazione di università orientate all'area della comunicazione o a lettere moderne. E poi gli stage frequentati, il diploma e la laurea ottenuti, potrebbero rappresentare buone basi per affrontare, per esempio, un lavoro caratterizzato al coordinamento in team, piuttosto che per posizioni manageriali, o particolari attitudini ad interagire con le persone, rispondendo così alla domanda sul che cosa sapete fare.

Altra domanda che può mettere in crisi:

  • Quali sono i tuoi punti di forza e di debolezza?

Rispondete sempre e comunque con chiarezza: i punti di forza? Grande senso organizzativo. I punti di debolezza? Diplomazia a rischio, nei momenti di stress.

O ancora:

  • Perché dovrebbe lavorare per la nostra azienda?

Perché penso di essere la risorsa giusta per voi, perché rispondo a tutte le caratteristiche richieste, perché la vostra linea di prodotti, la vostra filosofia d'azienda e il settore in cui opera, sono tutti elementi per me di grande interesse e motivazione, e così via. Il discorso è troppo vario e variopinto per cercare di fornire una rigida catalogazione di possibili repliche e poi è ovvio pensare che ognuno di voi abbia pronta una buona risposta. Ma pensiamo anche che consigli ed esempi come questi, possano tornar utili.

Non ti basta ancora? Ecco qualche approfondimento che può fare al caso tuo:

Insieme ai consigli del nostro coach: