Appunti audio di Geografia urbana

Di Redazione Studenti.


GEOGRAFIA URBANA


Le città


La città è il tipo più evoluto di insediamento umano, ma non è un fatto recente: tutte le antiche civiltà sono giunte a creare degli agglomerati urbani.


Nell'intento di inventariare le diversità delle fisionomie urbane, i geografi si sono dedicati a individuare dei "tipi" di città e hanno stabilito delle classificazioni in base alla struttura morfologica e in base alle funzioni.


È molto difficile spiegare perché è sorta una città.


Per sito s'intende la collocazione topografica della città, l'ambito ristretto e preciso in cui essa sorge; la posizione fa riferimento ad un contesto più ampio, in cui hanno peso soprattutto le comunicazioni e le condizioni geografiche in rapporto alle attività e alle funzioni urbane.


Il processo di urbanizzazione ha assunto nel nostro secolo una straordinaria rapidità con l'allargamento delle periferie cittadine e la formazione di aggregati peri-urbani.


La pianta della città, cioè l'articolazione dell'edilizia, delle strade, delle piazze, dei giardini, può essere condizionata dalle asperità del rilievo e dal contatto col mare o coi fiumi; ma esprime sempre un tipo di civilizzazione, sia che essa rispecchi un piano preordinato o un impianto anarchico.


Le suddivisioni interne costituiscono un aspetto importante della città, la quale non è uniforme ed omogenea, ma variamente articolata sia sul piano morfologico che su quello funzionale.


Lo sviluppo urbano può portare alla formazione di un nuovo nucleo insediativo, specie se questo nasce con funzioni diverse da quelle che presiedettero alla nascita del primo: si viene così ad avere una città multipla.


La rapida espansione urbana dei nostri tempi ha profondamente trasformato l'aspetto e la natura della città.


La città è un organismo e come tale esercita funzioni sue proprie.


La città è un organismo, i quartieri in cui si ripartisce ne riflettono le diverse funzioni; se qualcuna di queste prevale sulle altre, impone la sua influenza e conferisce la sua impronta a tutta la città.


Le classificazioni descrittive-esplicative offrono un'immagine concreta della città nei suoi caratteri salienti.


Se l'ipotesi di una funzione capace di permeare di sé l'intero tessuto urbano trova riscontro in città piccole, è invece raro che le grandi città non abbiano funzioni molteplici o qualche funzione ausiliaria accanto a quella dominante.


Nei paesi industriali la popolazione cittadina aumenta in forza dell'immigrazione: l'origine degli abitanti è molto eterogenea, soprattutto nei periodi di rapido accrescimento.


Il centro storico deve essere considerato come il cuore della città, la sua matrice stessa.


La città assorbe merci e manodopera e distribuisce prodotti finiti e servizi nell'ambito di un territorio che costituisce la sua area d'influenza.


La gerarchia delle città dipende dal livello delle funzioni che esse esplicano.


Oggi gli scambi non avvengono più soltanto all'interno di un sistema urbano, ma si configurano come reti di flussi che oltrepassano i confini regionali.


La parola rurbanizzazione nasce dalla associazione di due concetti – "vita rurale" e "urbanizzazione della campagna" – e indica un fenomeno caratterizzato dall'influenza della città sullo spazio rurale.


La nostra epoca è caratterizzata da una diffusa crescita dell'urbanizzazione.


Le città dell'Europa Occidentale emergono da una lunga e complessa evoluzione.


Le città dell'America Anglosassone e dell'Australia sono agglomerazioni nuove, poiché le popolazioni indigene incontrate dagli Europei non conoscevano alcun tipo d'insediamento urbano.


Le città dell'America Latina formano delle reti che hanno le loro basi sul mare, da dove è iniziata la penetrazione europea.


L'espansione dell'Islam ha fatto moltiplicare il numero delle città fino ai margini del deserto, trasformando le tribù nomadi in popolazioni urbane.


L'Africa Nera, cioè l'Africa a sud del Sahara popolata da Negri, contava poche città prima dell'arrivo degli Europei: qui la città è stata importata e plasmata dalla colonizzazione.


Le città dei paesi socialisti hanno ricevuto una certa impronta dai canoni urbanistici e architettonici dettati dal regime.


Geografia urbana


Come osserva Max Weber, uno dei massimi studiosi moderni del fenomeno urbano: “tutte le città hanno in comune questo soltanto: che ciascuna è sempre un insediamento circoscritto almeno relativamente”.


Il fenomeno della città estesa è sempre più frequente ed è la regola per tutte le grandi città, che sono ormai largamente uscite dai limiti delle municipalità originaria di cui conservano il nome.


Secondo i dati della Divisione popolazione delle Nazioni Unite, nell'ultimo decennio del 900, 45 abitanti su 100 vivevano in aree urbane.


Si usa il termine “urbanizzazione” nel suo significato più vasto indicante il recente diffondersi del modo di vita urbano anche a quelle parti del territorio che non presentano i caratteri fisici dell’urbano.


Per funzione di una città si intende un’attività, come il governo, il commercio, l’industria e l’istruzione, che risponde a esigenze sia interne della città sia esterne ad essa.


Dal punto di vista degli scambi distinguiamo innanzitutto le attività locali da quelle non locali.


Le città possono essere classificate a partire dalle loro funzioni con portata non esclusivamente locale, cioè in base alla loro attività “esportatrici”.


Accanto a città che esercitano prevalentemente una funzione, esistono casi ancor più numerosi di città piccole e grandi in cui non c’è una funzione nettamente prevalente, ma un insieme più o meno equilibrato di funzioni.


Nelle città dei paesi industrializzati un rapporto diretto fra occupazione e popolazione può essere assunto come regola generale.


Come ogni popolazione, anche quella urbana presenta una componente attiva, formata da quelli che svolgono stabilmente un lavoro retribuito, e una non attiva, che comprende tutti gli altri, compresi quelli che esercitano lavori precari, illegali o comunque non riconosciuti dalle statistiche ufficiali.


La composizione multietnica è da sempre un carattere che distingue le grandi città.


Le minoranze etniche all’interno della città tendono alla segregazione.


La città moderna si distingue anche per la struttura della famiglia, per la composizione per età della sua popolazione e per le condizioni di vita delle donne, dei giovani e degli anziani.


All’origine dell’urbanistica moderna troviamo la necessità di risolvere i problemi posti dalle sacche di povertà, degrado fisico e morale, malattie, che si andavano formando a contatto con i quartieri della ricchezza, della cultura e della grande architettura monumentale.


La città si comporterebbe, secondo alcuni studiosi, come un sistema ecologico naturale in tendenziale equilibrio, formato da zone concentriche in ciascuna delle quali le varie attività, fasce sociali e subculture troverebbe la propria collocazione più adatta. 


Per sito di una città si intende il luogo geografico in cui la città si è sviluppata, con le sue caratteristiche naturali: geomorfologiche, idrologiche, climatiche e biogeografiche (flora e fauna).


Oltre ad avere il clima naturale del sito in cui sorgono, le città modificano le condizioni atmosferiche locali creando un clima specifico detto clima urbano.


La casa è l’unita ambientale elementare della città. Offre un riparo ai suoi occupanti, si estende su una porzione di suolo, deve essere dotata di certe infrastrutture fisiche, come vie d’accesso, acquedotti, fognature, e situata in modo da permettere un agevole accesso ai servizi elementari.


In generale un ecosistema è un insieme di popolazioni vegetali e animali e delle relazioni che questi hanno fra loro e con le componenti fisico-energetiche dell’ambiente in cui vivono.


Tutti sono d’accordo nel ritenere che esistano quartieri migliori degli altri, quando però si passa a valutare i singoli casi, e soprattutto cercare criteri di misura generali, intervengono valutazioni soggettive diverse.


La città è anche un “ambiente” più o meno favorevole per l’impianto e lo sviluppo di quelle attività di base che assicurano, come abbiamo visto, lo sviluppo urbano.


Questo deriva dal calcolo di Von Thunen sull’uso agricolo.


La sigla CBD, Central Businnes District, corrisponde all’italiano “centro degli affari”, o più in generale a “quartiere commerciale centrale”.


Gli spazi industriali di recente dismissione risalgono in gran parte al periodo compreso fra la fine dell’800 e la prima metà del 900, epoca in cui l’industria ha scelto la città, attratta soprattutto dalle economie di agglomerazione e dalla conseguente formazione di un mercato vasto e differenziato della forza lavoro e dei servizi.


I trasporti urbani formano il tessuto connettivo che assicura il funzionamento della città e ne condizione l’efficienza.


Tradizionalmente si individuano tre grandi tipologie di città basate sulla forma geometrica del reticolo viario: a scacchiera, radiocentrica, e lineare.


Ogni funzione urbana genera interconnessioni a scala regionale, nazionale e internazionale.


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