Scuole private, così la Giannini le difende

Di Tommaso Caldarelli.

"Non devono chiudere", dice il ministro

Scuole private, il ministro Stefania Giannini le difende: gli istituti paritari sono a rischio chiusura, e questo per il sistema scolastico italiano sarebbe un problema non di poco conto. Per questo, dice il ministro, è assolutamente necessario che il finanziamento alle scuole private non si interrompa, altrimenti sarebbero necessari qualcosa come sei miliardi di euro per coprire la mancanza di questi istituti.

LEGGILE - Numero chiuso, le dichiarazioni di Stefania Giannini

GIANNINI: SALVIAMO LE PRIVATE - Intervenuta in un convegno alla Luiss, la Giannini lo dice chiaramente: "Abbiamo un pericolo all'orizzonte: che le scuole non statali spengano le luci. Questo comporterebbe un problema serio per lo Stato perché bisognerebbe mettere 6 mld sul piatto per compensare queste chiusure". Parliamo del 5% della popolazione scolastica che, secondo uno studio riportato dall'Unità, frequenta appunto le scuole private e paritarie italiane. Secondo il ministero lo stato spende "circa 500 milioni di euro destinati a 13 mila 800 istituti paritari in cui sono iscritti 1 milione e 34 mila alunni".

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I SINDACATI CONTRO LA GIANNINI - Contro le dichiarazioni del ministro insorgono i sindacati: "Il ministro si dovrebbe occupare del fatto che chiudono le scuole pubbliche. La scuola statale è in sofferenza crescente e, con tutto il rispetto per le paritarie, la mia opinione e è che la priorità vera debba restare la garanzia di un'offerta formativa adeguata per tutti, come stabilisce la nostra Costituzione", dice Mimmo Pantaleo, segretario del sindacato della conoscenza Cgil. I conti dimostrano che "ogni studente iscritto alle scuole paritarie costa 460 euro contro i 6.800 di un allievo che frequenta la scuola statale", questo principalmente perché molto del costo delle scuole private viene coperto dagli studenti tramite le rette.

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